Che cos’è il Certificato Successorio Europeo

22.01.2026

Quando si eredita un bene situato in un altro paese dell'Unione Europea, può emergere la necessità di provare alle autorità locali – ad esempio una banca o un ufficio pubblico – di essere effettivamente il legittimo proprietario o erede di quel bene. Situazioni simili coinvolgono anche eventuali esecutori testamentari o amministratori dell'eredità, che devono dimostrare il proprio status per poter esercitare i relativi poteri all'estero. Queste verifiche burocratiche, in un momento già doloroso come la perdita di una persona cara, possono diventare un ulteriore ostacolo.

Esempio pratico: Geremy, un lavoratore polacco trasferito temporaneamente in Germania, muore improvvisamente durante il soggiorno. Sua moglie Anastasia, che vive in Polonia, ha urgente bisogno di accedere al conto bancario tedesco intestato al marito defunto per pagare bollette e l'ultima mensilità di affitto. La banca tedesca, però, richiede un documento ufficiale che attesti che Anastasia è realmente l'erede di Geremy e autorizzata ad operare su quel conto. Senza un tale documento, Anastasia si trova nell'impossibilità di gestire le incombenze economiche, vedendosi costretta a intraprendere lunghe pratiche amministrative in un paese straniero.

Per evitare queste difficoltà, l'ordinamento europeo ha introdotto uno strumento uniforme che semplifica la dimostrazione della propria qualità di erede in ambito transfrontaliero: il Certificato Successorio Europeo (CSE). Di seguito vedremo in dettaglio cos'è questo certificato, a cosa serve, quali vantaggi offre, come ottenerlo e come è regolato in Italia, con alcuni casi pratici a supporto.

Cos'è e a cosa serve il Certificato Successorio Europeo

Il Certificato Successorio Europeo è un documento standardizzato a livello UE che certifica e documenta ufficialmente la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell'eredità di una persona defunta. In pratica, il CSE attesta chi sono gli aventi diritto su un patrimonio ereditario e con quale titolo vi succedono. Ha valore di prova legale – fino a querela di falso – delle informazioni in esso contenute, il che significa che quanto dichiarato nel certificato si presume vero e può essere contestato solo per falsità.

Lo scopo principale del CSE è permettere ai soggetti indicati (eredi, legatari, esecutori, amministratori) di far valere agevolmente all'estero i propri diritti successori senza dover intraprendere ogni volta lunghe procedure locali. La semplice esibizione del certificato consente, ad esempio, a un erede di dimostrare il proprio status in un altro Stato membro e di esercitare diritti su beni ereditari colà situati, senza necessità di altri atti o riconoscimenti formali. Analogamente, un esecutore testamentario o un amministratore nominato potrà provare le proprie attribuzioni in un paese UE differente. Questo strumento tutela anche i terzi che si rapportano con l'erede indicato (come banche, acquirenti di beni ereditari, ecc.), i quali possono fare affidamento sul certificato a conferma ufficiale dello status e dei poteri di quella persona. In sostanza, il CSE uniforma e semplifica la prova della qualità ereditaria in ambito transnazionale, colmando una lacuna: negli ordinamenti nazionali (come quello italiano) spesso l'attestazione di essere erede era lasciata a dichiarazioni sostitutive dell'erede stesso (come l'atto di notorietà), che all'estero potevano non essere riconosciute come sufficienti.

Va sottolineato che il Certificato Successorio Europeo non è obbligatorio. Esso infatti non sostituisce gli eventuali documenti nazionali utilizzati per scopi simili (ad esempio il "certificato di erede" tedesco – Erbschein – o, in Italia, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio). Tuttavia, rappresenta uno strumento aggiuntivo estremamente utile: una volta rilasciato per essere utilizzato in un altro Stato UE, il certificato produce effetti anche nello Stato in cui è stato emesso ed è generalmente destinato a facilitare le operazioni transfrontaliere. In altre parole, pur non essendo richiesto dalla legge, il CSE diventa di fatto il mezzo più diretto e sicuro per far riconoscere i propri diritti ereditari all'estero.

Vantaggi del Certificato Successorio Europeo

Il principale vantaggio del CSE risiede nella sua validità uniforme in tutta l'Unione Europea. Un certificato successorio europeo, indipendentemente dallo Stato membro in cui viene rilasciato, produce gli stessi effetti in tutti gli altri Stati membri. Ciò evita al cittadino di dover ottenere documenti successori diversi per ciascun paese coinvolto. Viceversa, un eventuale documento successorio nazionale (cioè rilasciato secondo le norme interne di un singolo Stato) potrebbe non essere immediatamente riconosciuto all'estero, oppure avere efficacia limitata o subordinata a procedure aggiuntive di autenticazione. Questo disallineamento di effetti da paese a paese può rallentare significativamente il riconoscimento dei diritti ereditari in contesti transfrontalieri. Il CSE elimina tale problema garantendo una riconoscibilità automatica e uniforme.

Un ulteriore vantaggio è che il certificato europeo di successione viene riconosciuto negli altri paesi dell'UE senza alcuna procedura particolare. In pratica, non è necessario sottoporlo a legalizzazione consolare né ad apostille, né avviare procedimenti giudiziari per ottenerne il riconoscimento in un altro Stato membro. Ogni autorità, banca o ente di uno Stato dell'Unione (ad eccezione dei paesi che non partecipano a questo strumento, come Danimarca, Irlanda e Regno Unito) dovrà accettare il certificato europeo come prova valida dello status ereditario dichiarato. Ciò si traduce in un notevole risparmio di tempo e semplificazione burocratica per gli eredi e gli altri aventi diritto.

In sintesi, i vantaggi del CSE sono: la universalità di effetti (vale allo stesso modo ovunque nell'UE), la tempestività nel far valere i propri diritti (evitando duplicazioni di procedimenti in più paesi) e la certezza legale circa lo status degli eredi, a beneficio sia loro sia dei terzi che vi devono rapportare. Tutto questo contribuisce a rendere meno gravoso l'iter successorio quando coinvolge patrimoni o persone in più Stati.

Come ottenere il Certificato Successorio Europeo

Il Certificato successorio europeo viene rilasciato su richiesta dagli organi competenti dello Stato UE che si occupa della successione. In genere, l'autorità competente coincide con quella giurisdizionalmente responsabile della successione in base al Regolamento UE n. 650/2012 (cosiddetto Regolamento Successioni): spesso si tratta del paese dell'ultima residenza abituale del defunto, salvo diverse scelte di legge da parte del testatore. A seconda del paese, l'organo competente al rilascio può essere un tribunale oppure un'autorità non giudiziaria, come ad esempio un notaio. Ad esempio, in Francia e in Italia i notai sono deputati a emettere il CSE, mentre in altri Stati membri è il tribunale successorio a occuparsene. Nella domanda di certificato occorre fornire tutte le informazioni e i documenti necessari a dimostrare la propria qualità di erede (o legatario, ecc.) secondo la legge applicabile alla successione.

Una volta emesso, l'autorità rilasciante trattiene l'originale del certificato nel fascicolo e rilascia ai richiedenti una o più copie certificate conformi, ciascuna dotata di una validità di sei mesi dalla data di emissione. Se allo scadere dei sei mesi l'interessato ha ancora bisogno del certificato (ad esempio perché sono in corso operazioni non concluse), è possibile chiedere il rinnovo o il rilascio di copie aggiuntive aggiornate. La limitata validità temporale delle copie serve a garantire che le informazioni sullo stato della successione siano sempre attuali: trascorsi mesi, infatti, potrebbe esservi stato qualche sviluppo (ad esempio il subentro di un nuovo erede, una modifica nella divisione, ecc.) e le autorità vogliono assicurarsi di esaminare certificati non obsoleti.

Nel caso in cui l'autorità rifiuti di rilasciare il CSE (magari perché la richiesta non soddisfa i requisiti di legge o vi sono contestazioni in corso sull'eredità), la decisione di diniego può essere impugnata tramite ricorso nelle sedi previste dalla normativa nazionale ed europea. È quindi riconosciuto un diritto di riesame, a tutela di chi ritiene di aver titolo a ottenere il certificato. Va detto però che, una volta fornite tutte le prove richieste e chiarita la situazione successoria, il rilascio avviene di norma senza particolari ostacoli.

È importante sapere che l'autorità che ha emesso il certificato può successivamente modificarlo o revocarlo se viene constatato che le informazioni in esso contenute non erano accurate o sono venute meno. Ad esempio, se dopo l'emissione emergesse l'esistenza di un ulteriore erede inizialmente ignorato, oppure venisse accertato un errore (come una quota ereditaria calcolata scorrettamente), il certificato potrebbe essere ritirato o corretto per rispecchiare la realtà. Anche in tal caso, eventuali copie in circolazione perderebbero efficacia, e sarebbe necessario munirsi di nuove copie aggiornate. Questo meccanismo garantisce che il CSE rimanga un documento attendibile e fedele alla situazione effettiva della successione.

La situazione in Italia

Dal punto di vista normativo italiano, il Certificato Successorio Europeo è stato introdotto nell'ordinamento con la Legge n. 161/2014 (Legge Europea 2013-bis) in attuazione del Regolamento UE 650/2012. A partire dal 17 agosto 2015 (data di entrata in vigore del regolamento europeo), i notai italiani sono stati designati quali autorità competenti al rilascio del CSE per le successioni aperte da quella data in poi. Ciò significa che, se una persona è deceduta il 20 agosto 2015 (o in data successiva) e la sua successione ricade sotto la giurisdizione italiana secondo i criteri del Regolamento UE, gli eredi possono rivolgersi a un notaio in Italia per ottenere il Certificato successorio europeo.

Questa novità si inserisce nell'ottica di semplificazione delle successioni internazionali transfrontaliere. Il certificato, una volta emesso da un notaio italiano, deve essere riconosciuto dalle autorità e istituzioni degli altri Stati UE (banche comprese) senza bisogno di ulteriori formalità. Pertanto, ogniqualvolta ci si trovi di fronte a una successione con elementi di internazionalità – ad esempio perché parte dei beni ereditari si trovano in un altro Stato, o perché uno o più eredi risiedono all'estero – l'utilizzo del CSE diventa altamente consigliabile per il pieno riconoscimento dei propri diritti. Anche gli istituti bancari italiani hanno dovuto adeguarsi a questa nuova realtà: se un erede presenta un Certificato successorio europeo regolarmente rilasciato, la banca deve accettarlo come prova della qualità ereditaria, al pari (anzi, con valore persuasivo superiore) delle tradizionali dichiarazioni sostitutive di atto notorio sinora utilizzate.

In Italia, qualsiasi notaio è competente a ricevere la richiesta e rilasciare il Certificato Successorio Europeo – senza limiti territoriali interni legati al luogo di apertura della successione o alla posizione dei beni. Questo è un aspetto pratico molto positivo: l'erede può rivolgersi al proprio notaio di fiducia (ovunque sul territorio nazionale) per ottenere il CSE, anche se, ad esempio, la successione si è aperta a Roma ma alcuni beni sono in Francia. Il notaio istruirà la pratica verificando la legge applicabile e la qualità degli eredi, quindi emetterà il certificato valido per l'estero.

Occorre comunque che la successione abbia un collegamento sufficiente con l'Italia, affinché un notaio italiano sia legittimato a rilasciare il CSE. In base alla legge e al Regolamento, i casi tipici in cui il certificato può essere richiesto in Italia sono:

  1. Residenza abituale (o cittadinanza) in Italia del defunto al momento della morte. Se il de cuius risiedeva stabilmente in Italia al momento del decesso (oppure ne aveva la cittadinanza ed esiste una scelta di legge a favore di quella cittadinanza), l'Italia è generalmente competente per la successione. Anche un cambiamento di residenza avvenuto in prossimità del decesso non esclude la competenza italiana, purché non siano trascorsi più di 5 anni dallo spostamento all'estero al momento della richiesta del certificato.

  2. Scelta della legge italiana da parte del defunto. Il Regolamento UE consente a chi ha più cittadinanze di scegliere, tramite testamento, quale legge nazionale applicare alla propria successione. Se il defunto aveva optato espressamente per la legge italiana (ad esempio perché cittadino italiano residente all'estero), allora le autorità italiane – quindi il notaio – sono competenti a emettere il CSE.

  3. Altri casi di collegamento rilevante con l'Italia in assenza di autorità competente altrove. Questa è una clausola di chiusura: qualora sussista un legame significativo della successione con l'Italia (ad esempio la presenza di immobili in Italia, o degli eredi tutti residenti in Italia) e nessun altro Stato membro abbia giurisdizione secondo i criteri principali, l'Italia può assumere la competenza. In tal caso un notaio italiano potrà rilasciare il certificato, evitando vuoti di tutela.

Va evidenziato che i paesi dell'UE che non partecipano al meccanismo del Certificato Successorio Europeo sono solo Danimarca, Irlanda e (dal 2020) il Regno Unito. Ciò significa che, se la successione coinvolge uno di questi paesi, potrebbe non essere possibile utilizzare il CSE oppure la sua efficacia non sarà riconosciuta dalle autorità locali. Ad esempio, se un bene ereditario si trova in Danimarca, occorrerà seguire le procedure di quel paese (che non applica il Regolamento UE 650/2012) per farsi riconoscere come eredi. Per tutte le altre nazioni dell'Unione, invece, il certificato è pienamente valido e riconosciuto, facilitando enormemente le pratiche.

In conclusione, l'introduzione del Certificato Successorio Europeo ha colmato un vuoto nel nostro ordinamento: prima del 2015, per un erede italiano non vi era un modo "oggettivo" e uniformemente accettato di provare la propria qualità ereditaria all'estero, se non affidandosi a documenti nazionali spesso di valore limitato oltre confine. Ora, grazie a questo strumento, chiunque debba gestire un'eredità con elementi internazionali ha a disposizione un mezzo ufficiale, efficace e rapido per far valere i propri diritti in tutti gli Stati membri partecipanti.

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Il Certificato Successorio Europeo rappresenta dunque un importante passo avanti nella tutela degli eredi in contesti transnazionali. Pur non essendo obbligatorio, è caldamente consigliato richiederlo ogniqualvolta ci si trovi di fronte a una successione transfrontaliera. I vantaggi in termini di semplificazione delle procedure e di certezza del diritto sono notevoli: muniti di un CSE, si eviteranno traduzioni giurate, legalizzazioni o cause di riconoscimento all'estero, potendo invece agire direttamente con un documento riconosciuto in tutta l'UE.

Dal punto di vista pratico, se sei erede di una persona che aveva beni o rapporti in un altro Stato membro, rivolgiti prontamente a un notaio o a un avvocato esperto in successioni internazionali. Questi professionisti potranno verificare la legge applicabile alla successione, individuare l'autorità competente e assisterti nella preparazione della domanda di certificato successorio europeo. Sarà necessario raccogliere la documentazione relativa al defunto (certificato di morte, testamento se esiste, stato di famiglia, ecc.) e agli aventi diritto, ma una volta ottenuto il certificato, disporrai di uno strumento riconosciuto ovunque con cui aprire cassette di sicurezza all'estero, vendere immobili fuori dall'Italia, sbloccare conti bancari stranieri e così via, il tutto senza ripetere da capo le pratiche in ogni paese.

In definitiva, il CSE semplifica e unifica le procedure successorie in ambito europeo, riducendo gli ostacoli amministrativi in un momento già difficile. Conoscere l'esistenza di questo certificato e sfruttarlo tempestivamente può fare la differenza, consentendoti di concentrare le energie su ciò che conta davvero dopo un lutto, anziché sulle lungaggini burocratiche. Se hai bisogno di orientamento in materia di eredità internazionali, il nostro studio è a disposizione per guidarti passo dopo passo, assicurando che i tuoi diritti di erede siano riconosciuti e tutelati ovunque ce ne sia bisogno. 

Avv. Walter Orsini