- Conto corrente del defunto - Guida pratica per gli eredi: cosa fare, come controllare e quando agire

Quando si apre una successione ereditaria, il conto corrente del defunto è spesso il primo punto critico da chiarire. Non di rado gli eredi scoprono che il saldo è inferiore alle aspettative oppure che, negli anni precedenti al decesso, sono avvenuti movimenti poco chiari.
In questi casi, la ricostruzione dei movimenti bancari antecedenti al decesso, anche risalenti a molti anni prima, diventa uno strumento essenziale non solo per comprendere come il patrimonio sia stato gestito, ma soprattutto per verificare se siano state effettuate donazioni in vita, se vi siano state attribuzioni patrimoniali occulte o se risultino somme che devono essere reintegrate nell'asse ereditario.
Questa guida pratica spiega passo dopo passo cosa possono fare gli eredi per tutelarsi, come accedere ai conti bancari e quali conseguenze giuridiche possono derivare dall'analisi dei movimenti.
1. Perché è importante controllare subito il conto corrente
Il conto corrente rappresenta una "traccia" fondamentale della gestione patrimoniale del defunto.
L'accesso alla documentazione bancaria del defunto non ha una funzione meramente informativa, ma rappresenta un vero e proprio strumento di tutela dei diritti successori. Analizzarlo consente di:
-
verificare se il patrimonio è stato progressivamente ridotto;
-
individuare eventuali donazioni fatte in vita;
-
accertare se sono state lese le quote di legittima;
-
capire se alcuni eredi o terzi hanno ricevuto somme indebite;
-
chiarire la situazione dei conti cointestati.
Consiglio pratico: Non limitarsi al saldo finale: spesso le anomalie emergono solo guardando i movimenti nel tempo.
2. Chi può chiedere gli estratti conto del defunto
Possono richiedere la documentazione bancaria:
-
gli eredi;
-
i chiamati all'eredità, anche prima dell'accettazione;
-
il curatore dell'eredità giacente, se nominato.
La legge riconosce il diritto di accesso agli estratti conto fino a 10 anni precedenti, proprio per consentire una corretta ricostruzione dell'asse ereditario.
Importante:
La banca non può rifiutarsi se la richiesta è correttamente motivata e documentata.
3. Come richiedere concretamente gli estratti conto
Passaggi operativi
-
Individuare tutte le banche presso cui il defunto aveva rapporti.
-
Inviare una richiesta scritta (PEC o raccomandata).
-
Allegare:
-
certificato di morte;
-
documento di identità;
-
autocertificazione di qualità di erede o chiamato.
-
-
Chiedere espressamente:
-
estratti conto;
-
copia dei movimenti;
-
eventuali deleghe o procure.
-
Attenzione: La richiesta può essere fatta contestualmente a quella per la dichiarazione di consistenza ereditaria da inserire nella dichiarazione di successione in presenza di conto corrente o altri rapporti con enti di credito.
4. Cosa controllare negli estratti conto
Una volta ottenuta la documentazione, l'analisi deve essere mirata. In particolare, occorre verificare:
-
prelievi frequenti o di importo elevato;
-
bonifici verso familiari o terzi;
-
pagamenti di beni intestati ad altri (auto, immobili, mutui);
-
operazioni su conti cointestati;
-
movimenti avvenuti poco prima del decesso.
Regola pratica: ogni uscita di denaro deve avere una causa chiara e documentabile.
5. Donazioni dirette e indirette: come riconoscerle
Dal punto di vista successorio, è essenziale distinguere tra donazioni dirette e donazioni indirette.
Le donazioni dirette richiedono la forma dell'atto pubblico notarile. In mancanza di tale forma, il trasferimento è nullo e le somme devono essere restituite all'eredità. Tali attribuzioni rilevano sempre ai fini della collazione e dell'azione di riduzione.
Le donazioni indirette, invece, si realizzano quando il defunto arricchisce un terzo attraverso un atto diverso dalla donazione formale, come il pagamento del prezzo di un immobile intestato a un figlio. Queste donazioni sono valide, ma non per questo irrilevanti: anch'esse possono incidere sulla quota di legittima e comportare obblighi di collazione o azioni di riduzione.
6. Attenzione ai conti correnti cointestati
Nei conti cointestati non vale automaticamente la presunzione del 50%. Occorre verificare:
-
chi ha versato le somme;
-
chi ha effettuato i prelievi;
-
se il cointestatario ha operato dopo il decesso.
Molti contenziosi successori nascono proprio da una gestione disinvolta dei conti cointestati.
7. Cosa fare se emergono anomalie
Se dall'analisi emergono movimenti sospetti, l'erede può:
-
chiedere chiarimenti agli altri coeredi;
-
richiedere la reintegrazione delle somme;
-
avviare un'azione di collazione;
-
proporre azione di riduzione;
-
chiedere la revisione della divisione ereditaria.
Quando rivolgersi a un avvocato:
Se gli importi sono rilevanti o vi è conflitto tra eredi, l'assistenza legale è essenziale per evitare errori irreversibili.
8. Effetti sulla successione e sulla divisione ereditaria
La ricostruzione dei movimenti del conto corrente del defunto può avere conseguenze decisive sull'intera successione. Dall'analisi bancaria può derivare una diversa determinazione dell'asse ereditario, un incremento delle quote spettanti ai legittimari o la necessità di procedere ad azioni giudiziali per la tutela dei diritti lesi.
In molti casi, ciò comporta una revisione della divisione ereditaria e l'attivazione di strumenti giuridici come la collazione o l'azione di riduzione.
*****
Il conto corrente del defunto non è un dettaglio, ma uno degli strumenti più importanti per garantire una successione equa e conforme alla legge.
Agire tempestivamente, richiedere la documentazione e analizzare i movimenti con metodo può fare la differenza tra una successione ordinata e un lungo contenzioso. Rivolgiti ad un avvocato esperto in diritto successorio per esporre il tuo caso.

