Successioni e donazioni: cosa cambia dal 2026

02.01.2026

Successioni e donazioni: cosa cambia dal 2026 tra meno tasse e burocrazia semplificata

Il 2026 segnerà un passaggio fondamentale nella disciplina fiscale di successioni e donazioni, con una riforma destinata a ridurre il carico impositivo e a semplificare in modo significativo gli adempimenti per cittadini, famiglie e imprese. Le nuove regole incidono sia sul calcolo dell'imposta, sia sul rapporto tra donazioni effettuate in vita ed eredità, introducendo meccanismi più chiari e favorevoli per i contribuenti.

Si tratta di una riforma particolarmente rilevante per chi pianifica il passaggio generazionale del patrimonio o intende effettuare donazioni in ambito familiare.

Il principio della doppia franchigia: fino a 2 milioni senza imposte

La novità più rilevante è l'introduzione del principio della doppia franchigia. Attualmente, per i trasferimenti tra genitori e figli (o tra coniugi), l'aliquota del 4% si applica sulla parte di valore che supera 1 milione di euro, considerando congiuntamente donazioni ed eredità ricevute nel tempo.

Con la riforma, invece, le franchigie saranno distinte. In concreto, ogni beneficiario potrà contare su:

  • una franchigia di 1 milione di euro per le successioni;

  • una franchigia di 1 milione di euro per le donazioni.

Questo significa che, complessivamente, fino a 2 milioni di euro trasferiti tra donazioni ed eredità non sarà dovuta alcuna imposta. Solo oltre tali soglie scatterà l'imposizione, con un evidente vantaggio in termini di pianificazione patrimoniale.

Donazioni ed eredità non si sommano più

Dal 1° gennaio 2026 viene eliminata una delle regole più penalizzanti del sistema attuale: la sommatoria automatica delle donazioni ricevute in vita con l'eredità ai fini del calcolo dell'imposta di successione.

In base alla normativa oggi vigente, infatti, se un figlio riceve una donazione dal genitore e successivamente eredita altri beni, i due valori vengono sommati per verificare il superamento della franchigia. Questo meccanismo, spesso poco conosciuto, ha generato in passato imposte inattese al momento dell'apertura della successione.

Con la riforma, donazioni e successioni saranno invece valutate separatamente, sia per il calcolo dell'imposta sia per la verifica del superamento delle franchigie. Una semplificazione che riduce l'incertezza e rende più prevedibili gli effetti fiscali delle scelte patrimoniali.

Autoliquidazione dell'imposta di successione: più autonomia per il contribuente

Un ulteriore cambiamento, già operativo per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, riguarda il meccanismo di autoliquidazione dell'imposta. Non sarà più necessario attendere la liquidazione da parte dell'Agenzia delle Entrate: il contribuente calcola direttamente l'imposta in sede di dichiarazione di successione, compilando il quadro EF.

Il pagamento dovrà avvenire entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione, con la possibilità di scegliere la rateizzazione. Resta fermo l'obbligo di conservare tutta la documentazione per almeno due anni, periodo entro il quale l'Amministrazione finanziaria potrà effettuare controlli.

Liberalità d'uso escluse dall'imposta

La riforma chiarisce anche il trattamento delle liberalità d'uso, escludendole definitivamente dall'imposizione. Si tratta di regali e attribuzioni di modico valore, effettuati in occasione di ricorrenze o per consuetudine sociale, che non avranno più rilevanza fiscale.

Restano invece soggette a imposta le donazioni per riconoscenza, ossia quelle motivate da un particolare vincolo morale o da un beneficio ricevuto, come previsto dal Codice Civile. Una distinzione che rafforza la coerenza del sistema e riduce il rischio di contestazioni.

Donazioni aziendali in famiglia: favorire il passaggio generazionale

Particolarmente significativa è anche la disciplina delle donazioni d'azienda o di partecipazioni societarie all'interno della famiglia. Quando il trasferimento avviene a favore di coniugi o figli, l'operazione sarà esente da imposta, a condizione che l'attività venga mantenuta per almeno cinque anni.

La misura è chiaramente orientata a favorire la continuità aziendale e a sostenere il passaggio generazionale delle imprese familiari, riducendo uno degli ostacoli fiscali che più spesso scoraggiano questo tipo di operazioni.

Meno burocrazia, ma più attenzione nella pianificazione

Nel complesso, la riforma del 2026 va nella direzione di un sistema più semplice, prevedibile e meno oneroso. Tuttavia, la maggiore autonomia concessa ai contribuenti, soprattutto con l'autoliquidazione dell'imposta, rende ancora più importante una corretta pianificazione successoria e fiscale.

Errori di valutazione o una gestione superficiale delle donazioni possono infatti emergere solo a distanza di tempo, in sede di controllo.

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Le nuove regole su successioni e donazioni rappresentano un cambio di paradigma: meno tasse, meno burocrazia e maggiore libertà di organizzare il passaggio del patrimonio in ambito familiare. La separazione tra donazioni ed eredità e l'introduzione della doppia franchigia aprono scenari più favorevoli, soprattutto per chi pianifica per tempo.

In un contesto normativo in evoluzione, il supporto di un professionista resta fondamentale per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla riforma ed evitare rischi futuri.