Trascrizione dell’accettazione di eredità: la svolta della legge 182/2025
Trascrizione dell'accettazione di eredità: la svolta della legge 182/2025 e i vantaggi per le successioni immobiliari
Con l'entrata in vigore, dal 18 dicembre 2025, della Legge 2 dicembre 2025, n. 182, il legislatore ha introdotto una rilevante semplificazione in materia di trascrizione dell'accettazione di eredità, incidendo in modo concreto sulla gestione delle successioni e sulla circolazione degli immobili di provenienza ereditaria.
La riforma, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025, interviene su un tema da sempre delicato: la continuità delle trascrizioni nei casi di successioni complesse o stratificate nel tempo, soprattutto quando un erede decede senza aver formalizzato l'accettazione dell'eredità ricevuta.
La modifica dell'art. 2648 c.c. e la nuova accettazione tacita trascrivibile
L'articolo 41 della legge 182/2025 ha ampliato le modalità con cui è possibile richiedere la trascrizione dell'accettazione di eredità. Oggi, infatti, tale formalità può essere effettuata anche sulla base di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, inserita in un atto notarile o in una scrittura privata autenticata.
Questa dichiarazione può essere resa non solo dall'erede diretto, ma anche dal successore a titolo universale, e consente di attestare sia l'accettazione tacita dell'eredità ai sensi dell'art. 476 c.c., sia l'avvenuto acquisto della qualità di erede per possesso dei beni ereditari oltre i termini di legge, come previsto dall'art. 485 c.c.
Dal punto di vista pratico, si tratta di una semplificazione di grande rilievo, perché consente di superare rigidità interpretative che, fino a oggi, hanno spesso bloccato o rallentato operazioni immobiliari.
Successione "a cascata" e immobili ereditari: cosa cambia davvero
La riforma trova la sua applicazione più significativa nelle cosiddette successioni a cascata, ossia in quelle ipotesi in cui un soggetto eredita e, prima di aver formalizzato l'accettazione, muore a sua volta, trasmettendo i diritti al proprio erede.
Nella prassi precedente, le Conservatorie dei Registri Immobiliari tendevano a rifiutare la trascrizione dell'accettazione tacita a favore di un soggetto già deceduto, rendendo necessario ricorrere ad accettazioni espresse o ad atti complessi, con inevitabili costi aggiuntivi e rallentamenti.
Oggi, grazie alla nuova formulazione dell'art. 2648 c.c., questo ostacolo viene superato. È sufficiente una dichiarazione resa dall'erede vivente per consentire la trascrizione anche in favore del defunto, garantendo così la continuità delle trascrizioni e la piena commerciabilità dell'immobile.
Accettazione tacita e possesso dei beni ereditari: più certezza giuridica
La norma valorizza due situazioni molto frequenti nella pratica successoria. Da un lato, l'accettazione tacita che si manifesta attraverso atti incompatibili con la volontà di rinunciare all'eredità, come la vendita o la gestione dei beni ereditari. Dall'altro, il caso del chiamato che, trovandosi nel possesso dei beni, non redige l'inventario nei termini e diventa erede puro e semplice per effetto della legge.
In entrambe le ipotesi, la possibilità di procedere alla trascrizione tramite una dichiarazione sostitutiva consente di ridurre il formalismo senza sacrificare la certezza del diritto, anzi rafforzandola.
Riflessi operativi anche per coeredi e acquirenti
Un aspetto particolarmente interessante riguarda le ricadute interpretative della riforma. La nuova disciplina appare applicabile anche al caso del coerede che acquista la quota di un altro coerede e che, per effetto del possesso prolungato dei beni ereditari, abbia acquisito la qualità di erede puro e semplice.
In passato, simili situazioni richiedevano quasi sempre un'accettazione espressa dell'eredità, con la necessità di ricostruire l'intero asse ereditario. Oggi, invece, la semplificazione introdotta dalla legge 182/2025 consente di gestire questi casi in modo più lineare, evitando inutili appesantimenti procedurali.
Perché la riforma è importante per chi vende o acquista un immobile ereditato
Dal punto di vista dei cittadini e degli operatori del mercato immobiliare, la nuova disciplina offre vantaggi concreti: maggiore rapidità nelle compravendite, minori costi notarili indiretti e una riduzione significativa del rischio di blocchi legati alla provenienza ereditaria dell'immobile.
Per chi deve vendere un immobile ricevuto in successione, o per chi intende acquistarlo, la corretta gestione dell'accettazione di eredità e della sua trascrizione resta un passaggio fondamentale, che oggi può essere affrontato con strumenti più efficaci e flessibili.
Conclusioni
La riforma introdotta dalla legge 182/2025 rappresenta un intervento atteso e concreto in materia di successioni. La possibilità di trascrivere l'accettazione di eredità in modo semplificato, anche nei casi di successione "a cascata", contribuisce a rendere il sistema più coerente con la realtà delle vicende familiari e patrimoniali.
Resta comunque essenziale, soprattutto in presenza di immobili, affidarsi a una valutazione legale preventiva, per evitare errori che potrebbero emergere solo al momento della vendita o del trasferimento del bene.
